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Ti sei mai chiesto come poter conquistare e stupire una ragazza? Magari potresti scriverle delle poesie, o magari cose molto più semplici.

Cerchiamo di capire come sedurre con un sorriso, come una poesia

Che cos’è il sorriso? Il sorriso è un gesto innato, una poesia, ed è tra i primi gesti che il neonato copie per relazionarsi alle figure di riferimento. Lo scopo del sorriso è quello della comunicazione, come parole, rappresenta una disposizione al contatto con l’altro e quindi alla relazione, dunque alla reciproca influenza, in quanto il sorriso, come una parola, genera in chi lo riceve una risposta comportamentale; ecco perché il sorriso ha la caratteristica di essere contagioso, è una rima, e può smorzare i conflitti presenti in una relazione, con il sorriso si può esprimere vicinanza, apertura, calore, si può esprimere cortesia, ma anche opportunismo. Il sorriso, inteso come strategia per ottenere qualcosa che si vuole, è molto utilizzato in ambito lavorativo, ma il messaggio di relazione che indica vicinanza giunge all’interlocutore in tutta la sua potenza, soltanto se il riso non mostra elementi di incongruenza, questa incongruenza è da rapportarsi con i vari messaggi, verbali e non verbali, che vengono espressi da tutto il corpo. Se si sorride quando in realtà non si desidera sorridere, il volto sarà probabilmente un po’ distorto dalle tensioni del viso e dalle espressioni facciali, molto più difficili da falsificare, da mascherare. Noi siamo in grado di mettere in atto diversi tipi di sorriso, a seconda dei muscoli facciali coinvolti: c’è il sorriso compiaciuto, caratterizzato da labbra socchiuse tirate leggermente da un lato, che conferisce al sorriso un aspetto asimmetrico; c’è il sorriso a bocca chiusa, che è il sorriso più comune ed è anche il sorriso più utilizzato, perché coinvolge tutti i muscoli facciali; c’è il sollevamento delle guance, incurvatura delle labbra, non essendo questo un sorriso aperto potrebbe esprimere dei sentimenti contrastanti, che vanno dalla cordialità alla rabbia repressa; poi abbiamo il sorriso di incoraggiamento un sorriso appena accennato che comunica rassicurazione e inclusione. Abbiamo anche un sorriso falso, che è eseguito come un movimento meccanico e veloce, piuttosto sbrigativo, con delle labbra che vengono tirate su per mostrare i denti; esiste poi il sorriso asimmetrico che è il sorriso più ambiguo, è simile ad una smorfia, con diversi significati, a seconda della situazione, ed è caratterizzato da labbra tirate su da un lato e giù dall’altro; esiste poi il sorriso genuino, un sorriso per eccellenza, perché coinvolge ogni muscolo facciale, è breve e simmetrico.

Ogni tipo di poesia è legata ad un certo tipo di stato d’animo.

Un sorriso sincero è l’unico che riesce a comunicare il meglio di noi, è un sorriso con il quale rimandiamo un’immagine positiva di noi, e può essere un vero toccasana per il nostro benessere. I benefici del sorriso sono tanti: migliora l’umore, infatti sorridere aiuta ad allentare i momenti di tensione o di ansia, di depressione, ed è utile per alleggerire una giornata negativa, il sorriso abbassa la pressione sanguigna, allevia lo stress, influenza in modo positivo la connessione neurale inducendo il rilascio di neurotrasmettitori del benessere, come la dopamina, le endorfine e la serotonina. Il sorriso migliora le relazioni, crea armonia, infatti un sorriso sul posto di lavoro con le persone che ci circondano può trasmettere fiducia e professionalità, un volto sorridente è spesso associato ad una disponibilità e ad una apertura verso l’altro.

La poesia rafforza il sistema immunitario.

Sorridere può diventare un antidepressivo e anche un antidolorifico; alcuni studi hanno dimostrato che l’utilizzo dei pagliacci in terapia diminuisce di circa il 25% di utilizzo degli energetici e quindi la durata delle degenze nei bambini. Il sorriso contagia il buon umore sorridere produce il rilascio di endorfine che ci aiutano nell’accantonare la tristezza e la malinconia, inducendo uno stato di buon umore. Sorridere allunga la vita, i sorrisi e le emozioni positive sono associate ad una migliore qualità della nostra vita, inoltre il sorriso rappresenta il nostro miglior biglietto da visita, ci rende più attraenti incrementando la nostra percezione positiva e contagiando le persone che ci circondano, non solo, ma aumenta anche la sicurezza in se stessi e facilità nel fare nuove amicizie e scarica una certa quantità di tensione muscolare.

Una poesia sincera conquista l’altro e lo apre verso di noi.

Chi è l’uomo ideale inteso come uomo e donna che vorremmo essere o che vorremmo avere al nostro fianco?

Il modello esemplare di uomo o di donna e quell’essere che ci protegge e che ci fa evolvere permettendo alle nostre qualità sopite di risvegliarsi e di sbocciare.

L’uomo ideale è un essere pronto a sacrificare se stesso, sia per il nostro bene, sia per il bene comune, è un uomo che ha saputo superare le proprie limitazioni personali ed ambientali, diventando se stesso, realizzando la propria natura.

La pandemia che abbiamo vissuto in questa epoca ha risvegliato in tutta l’umanità l’archetipo dell’eroe e così abbiamo considerato i medici, gli infermieri e il personale sanitario, degli eroi, in quanto sono andati a combattere qualcosa di sconosciuto, senza avere armi adeguate e senza conoscenze specifiche su come poter intervenire. Molti hanno sacrificato le loro vite per salvare quante più persone possibili da un nemico invisibile. Questo fa l’uomo ideale, si assume delle responsabilità che altri evitano di assumersi, c’è qualcosa di sovrannaturale in questo, perciò parliamo di eroi. Anche se molti di loro affermano di non essere degli eroi, ma semplicemente persone che fanno un lavoro, il punto è che ognuno di noi può essere un eroe nella misura in cui compie un viaggio all’interno di se stesso, un viaggio attraverso un percorso sconosciuto, che lo porterà ad affrontare il cosiddetto drago, o il mostro, che è rappresentato dalla propria ombra, la quale fa da guardia al tesoro interiore, cioè il nostro vero sé, la nostra autentica personalità, che l’eroe deve realizzare, in ciò consiste la sua responsabilità, nel realizzare la sua natura.

Quali sono i nemici naturali dell’eroe presente in ognuno di noi? Sono i nostri traumi infantili direbbe Froid, le nostre ferite emozionali, le dipendenze affettive, i nostri nemici naturali, sono le abitudini che hanno sclerotizzato la nostra esistenza e che ci conducono alla paura del nuovo. Tutto ciò che la psicanalisi chiama resistenze, alcuni lo chiamano demone interiore, paralisi, blocco evolutivo, il concetto non cambia, l’eroe dunque deve affrontare e confrontarsi con l’ombra, con il mostro.