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Avete avuto un primo incontro, ed ora avresti tanta voglia di rivedere la persona, ma non sai se scrivere o non scrivere a quel ragazzo. Un po’ per timidezza e un po’ per non esporti troppo, ora sei in balia di questo dilemma.

L’amore e la dipendenza affettiva: che cos’è l’amore?

L’amore e la dipendenza affettiva: che cos’è l’amore? L’amore è qualcosa che non cesserà mai di stupirci, perché cangiante ed è inafferrabile, è un sentimento mutevole e imprevedibile, quindi è anche impenetrabile. L’amore è un mistero, e svelare cosa sia un mistero è un compito impossibile, o per lo meno è un’impresa ambiziosa, perché la relazione affettiva implica una dimensione di intersoggettività e quindi di scambio continuo fra due esseri umani.

La relazione si delinea come ambivalente ,essendo sia uno spazio di libertà incondizionata e sia un’area circoscritta dal vicolo del possesso, l’amore dunque è allo stesso tempo un sentimento di libertà ed una prigionia del cuore, in quanto ogni rapporto si fonda su un incastro di necessità e di bisogni che implicano un continuo dare e ricevere, queste dinamiche hanno a che fare con il meccanismo della proiezione della identificazione per la quale si attribuiscono all’altro caratteristiche psicologiche che ci appartengono e nello stesso tempo no, e ci identifichiamo nella singolare immagine che l’altro ha di noi, perciò in realtà viviamo un rapporto di possesso.

Con questo termine mi riferisco al fatto che il sentimento amoroso è oggettivante: lo sguardo di colui che ama riesce a rendere l’altro un vero e proprio oggetto, un’entità ben precisa. Infatti non a caso la persona che viene amata pronuncia frasi del tipo: -Sarò come tu mi vuoi!-, -Dimmi cosa vuoi che io sia e io lo diventerò!-, e qui scatta il primo campanello d’allarme della dipendenza affettiva, perché la nostra libertà inizia a svanire. Quando l’amore diventa dipendenza vera e propria ci depaupera del nostro essere e ci induce a vivere in funzione dell’altro, quindi della sua presenza, dei suoi gesti, e soprattutto ci induce a vivere in funzione del suo sguardo. L’amore diventa oggettivante quando l’essere guardati dalla persona che amiamo è per noi un’esperienza sorprendente, perché sentiamo di essere realmente vivi soltanto in quel momento.

Lo sguardo accattivante della persona amata diventa una conferma della nostra esistenza, una rassicurante conferma, se l’altro mi guarda allora io valgo, cioè sento di essere importante, ma se la mia importanza è condizionata dalla presenza di un altro allora io sono fregato. E’ anche vero che l’altro è presente con le sue attenzioni, con le sue premure, che sono giustificate, ma quando noi viviamo la necessità della presenza costante dell’altro, allora diventiamo inevitabilmente un oggetto fragile nelle sue mani. Fino ad un certo punto questa situazione è anche normale, ma sconfina nella dipendenza affettiva quando l’altro acquista il potere di mandarci in frantumi, perché conosce come dire la formula magica per determinare la metamorfosi del nostro cuore, e perciò siamo nelle sue mani, siamo in suo possesso, alla sua mercè. Se l’amore ci rende così fragili è chiaro che faccia nascere in noi anche dei conflitti e delle resistenze, dovute al fatto che la dipendenza affettiva è qualcosa di alienante, la dipendenza affettiva ci aliena da noi stessi, in quanto noi ci perdiamo nella realtà dell’altro, perdiamo il contatto con noi stessi.

Come identificare una dipendenza affettiva

Questa è proprio la dipendenza affettiva, in una certa misura l’alienazione fa parte della dinamica amorosa che ci rapisce, ma quando lo smarrimento oltrepassa un certo limite diventa frammentazione, e cioè una completa assenza di libertà interiore. Il problema che si presenta è se l’altro a cui abbiamo affidato la nostra anima calpesta i nostri autentici desideri, oppure li asseconda; qui c’è una differenza importante in quanto l’altro da un lato ci possiede, ma anche noi desideriamo precipitare nel suo mondo, dunque l’altro ci rapisce, ma allo stesso tempo noi vogliamo appartenergli, però il punto è che non dovremmo mai accettare di diventare schiavi d’amore, il confine della dipendenza affettiva sta tutto qui, e la nostra fortuna consiste nell’avvicinarci il più possibile a questo limite molto pericoloso, perché nella schiavitù del rapporto amoroso si annida anche il germe della più grande opportunità concessa ad un essere umano, quella di vivere la propria individualità all’interno di un rapporto privilegiato.

L’individualità…cos’è l’individualità? E’ agire in conformità al vostro desiderio individuando cosa desideriamo veramente, il processo di individuazione consiste nell’individuare questo desiderio e quindi realizzarlo, ma il proprio desiderio va prima trovato e noi lo possiamo trovare quando ci innamoriamo di un altro e ci consegniamo un po’ nelle sue mani, l’individuazione allo scopo di liberare il soggetto dal potere suggestivo di certe immagini che lo attanagliano, perciò è un processo di differenziazione che ha come meta lo sviluppo della personalità individuale, rappresenta quindi lo sviluppo delle particolarità di un individuo, sulla base della sua disposizione naturale. In un certo senso l’individuazione ha come ricerca del proprio talento, perciò coincide con l’ampliamento della coscienza. Per individuarci dobbiamo portare alla luce elementi oscuri che albergano nel nostro animo e questo è proprio ciò che fa una relazione affettiva intensa, è difficile immaginare il processo di individuazione come un’opera solitaria, dobbiamo prima perdere la testa per poi ritrovarla ed infine dobbiamo dare un senso a questa esperienza, cioè dobbiamo dotarla di un significato.