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Dopo un lungo periodo nel quale vi siete frequentati è giusto capire se siete fidanzati ufficialmente, se il vostro è un fidanzamento ufficiale. Ma non basta esserne eventualmente consapevoli, bisogna sapere cosa comporta e cosa significa essere fidanzati ufficialmente.

L’amore

Per la psicanalisi, l’amore è la capacità di riconoscere in un’altra persona qualcosa di sé, ne segue che la relazione con l’altro è il modo migliore che abbiamo di diventare consapevoli di ciò che siamo, il tipo di legame che possiamo stabilire con l’altro e tra i più forti che ci siano e permette di esprimere alla massima potenza la nostra personalità, allo stesso tempo può anche trasformarsi in una gabbia che ci impedisce di vivere liberamente a causa della paura di perdere il nostro oggetto d’amore. Non è facile mantenere il giusto equilibrio tra vicinanze e indipendenza, sia sul piano fisico che sul piano mentale, quando questo equilibrio viene meno, la relazione diventa problematica. Naturalmente ci sono dei campanelli d’allarme che segnalano i vari pericoli, uno di questi è l’annullamento totale di uno nei confronti dell’altro, oppure un altro campanello d’allarme può essere il fatto che si trascorre troppo tempo insieme, ciò che veramente conta in un rapporto e la capacità di entrare in relazione con l’altro

Gli stimoli

Quando non c’è più dialogo probabilmente le persone non hanno più stimoli per stare insieme e la passione cala, questa estraneità si manifesta in maniera chiara ed è come se da un giorno all’altro non ci fosse più attrazione. La psicologia ci dice che una relazione è disfunzionale quando a tenere insieme i partner non sono i sentimenti costruttivi, ma sono aspetti soddisfacenti che paradossalmente vengono percepiti come indispensabili al rapporto, questo accade perché alcuni schemi di comportamento vengono riproposti nella coazione a ripetere, in pratica si ripete sempre lo stesso copione, andando a scegliere inconsciamente sempre la stessa tipologia di partner in maniera compulsiva, è un ciclo che tende a ripetere. I traumi del passato con la speranza inconscia di padroneggiarli e quindi di superarli. Sappiamo intuitivamente che amare una persona significa essere vicina anche nei momenti più difficili, ovviamente l’amore eterno e perfetto è un po’ un ideale irraggiungibile, allora chiediamoci quali sarebbero le caratteristiche di una coppia felice cioè una coppia che sappia resistere agli urti della vita.

Una coppia resiliente deve condividere gli stessi valori di base, che non vuol dire avere le stesse opinioni su tutto, ma significa essere d’accordo sulle priorità da assegnare a valori come l’amore, l’amicizia, il sesso, il denaro, la famiglia, l’impegno verso il prossimo. Questa condivisione permette di affrontare serenamente anche le differenze di opinioni, che non sono viste come minacce alla solidità del rapporto e dunque non fanno scattare dinamiche di controllo o la sensazione di essere traditi in quanto non ci sono rigidità, ma vige il confronto costruttivo. Quando la coppia resiliente resiste alle vicissitudini della vita, i membri non si sentono chiusi in una relazione totalizzante, ma traggono forza da l’idea di essere indipendenti e liberi.

La classica frase -tu sei tutto per me!- è tipica di una coppia che non funziona bene, perché all’altro è assegnato un ruolo rigido, che inchioda uno dei due ad essere dipendente, invece uno dei segreti delle coppie sane è l’entusiasmo con cui si sceglie di portare avanti una vita insieme, ogni giorno come se fosse ultimo, e nella consapevolezza che un grande amore non deve necessariamente durare in eterno. In questo genere di coppia troviamo grandi capacità introspettive e una comunicazione profonda e creativa, tutte le volte che ci troviamo in situazioni emotive difficili nella relazione con l’altro, più che indagare sull’altro dovremmo indagare su noi stessi.

Intesa perfetta

Comunque per arrivare ad una buona intesa psicologica e sessuale con il partner bisogna avere una certa consapevolezza del proprio corpo e dei bisogni della mente, sfruttando la cosiddetta intelligenza emotiva che è alla base per una comunicazione sana ed efficace dei desideri che ognuno dei partner ha, ma c’è anche un altro ostacolo, cioè la difficoltà che le persone hanno di esprimere le fantasie sessuali, avere consapevolezza delle proprie emozioni e delle sensazioni non significa necessariamente saper chiedere qualcosa all’altro, molte persone hanno timore di chiedere qualcosa, qualche pratica erotica, che vivono con vergogna o senso di colpa. Per risvegliare questo Eros bisognerebbe sperimentare questi territori nuovi e per essere felici bisogna uscire fuori dei soliti schemi mentali, perché la felicità è come una corrente misteriosa di cui non conosciamo né l’origine né la direzione, l’unica cosa che dobbiamo fare è assecondarla per scoprire veramente chi siamo, al di là della falsa identità che ognuno di noi si è costruito intorno a sé.

Non ci può essere felicità se continuiamo a dirci che non andiamo bene, e allora per realizzare noi stessi dobbiamo imparare ad accogliere anche i lati negativi del nostro carattere, come dice il saggio: per ritrovarti ti devi perdere!, ne segue che perdersi è il miglior modo per ritrovarsi. Capita a tutti noi di essere colti da un inspiegabile disorientamento e ci domandiamo se è davvero questa la mia vita, questo stato d’animo non va spiegato o allontanato, perché arriva per mettere in discussione le nostre certezze e per portarci più vicino alla nostra natura, non serve lottare, occorre invece lasciarsi andare e arrendersi, se ci smarriamo allora qualcosa può intervenire per guidarci e riportarci sulla nostra strada, ma è una strada fatta di mistero non è fatta di certezze, c’è qualcosa di ignoto dentro ognuno di noi ed è proprio questo aspetto inconscio che ci può condurre alla piena realizzazione, quando soffriamo a causa di un disagio significa che dentro di noi qualcosa sta lottando per venire alla luce, non intrappoliamo il disagio nostro interno, invece permettiamo di attraversarci, ci ritroveremo rinnovati e più affini alla nostra essenza.

Dobbiamo superare quello che crediamo di essere e diventare come i bambini, cioè spontanei, senza schemi mentali, ancorati al presente oppure aperti al mistero e la magia, come se fossimo in una favola nella quale dietro ad ogni svolta può esserci un nuovo incontro o una nuova opportunità. La vita scorre e tutto ciò a cui diamo importanza svanisce, resta solo ciò che è necessario; queste sono le basi della filosofia orientale ma non solo, lentamente ci accorgiamo che la felicità sgorga dal di dentro, non dipende dai successi che otteniamo, dei vestiti che usiamo o dai complimenti degli altri.

Se impariamo a non pensare a niente, il cambiamento accade da sé, quando invece pianifichiamo troppo ci blocchiamo, del resto anche l’amore non conosce schemi e soffre ogni volta che lo blocchiamo in un programma, l’eros è come un seme, ha bisogno di buio e di silenzio per crescere, ma può dare i suoi frutti migliori solo se gli consentiamo di svilupparsi con i suoi tempi, anche perché tutto ciò che accade, pure ciò che sembra cattivo o insolito, rappresenta un’opportunità di svolta.